Visualizzazione post con etichetta esperienza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta esperienza. Mostra tutti i post

lunedì 19 luglio 2010

Paradigmi antropologici

Da COSMO, CORPO, CULTURA Enciclopedia antropologica è possibile estrarre alcuni concetti fondamentali per lo studio dell'antropologia, che si adattano all'analisi dei tavoli multimediali interattivi considerati.

La mano del visitatore con il suo movimento e con il gesto (paradigmi del Corpo) compie un'azione su un oggetto fisico modificando un'immagine e innescando un processo di scrittura (proiettata) sul tavolo.

L'installazione sfrutta le proprietà dei Nuovi media e permette che l'apprendimento avvenga tramite un'esperienza fisica che favorisce la persistenza del ricordo (paradigmi di Media e formazione).





venerdì 9 luglio 2010

Fruitore



Un museo non avrebbe ragione di esistere senza un fruitore (da qui lo sviluppo dei visitor studies).

"Un museo è un portale di accesso a idee e conoscenze senza la presenza di scambi di proprietà, fornisce esperienze e trasformazioni nei clienti che fruiscono dei suoi servizi, costituisce una messa in rete di competenze, idee, contenuti conoscitivi.
Il fruitore viene coinvolto nella produzione di significati e i supporti materiali (opere e luoghi di esposizione) contano solo in quanto strutture su cui sviluppare prodotti e valori che nascono già immateriali".
(Gabriele Salvaterra)

martedì 6 luglio 2010

Gioco



Il gioco, dal latino “iocum”, ossia scherzo, è in realtà un’attività di fantasia finalizzata alla ricreazione e al divertimento ma non priva di valore formativo: dietro all’apparenza dello svago, si riconosce in esso una «forma primaria di interazione, [...] un’attività strutturata da regole» che «stimola l’esperienza, la conoscenza, la comunicazione, l’immaginazione, l’apprendimento» uno strumento per esplorare il mondo, in modo rilassante e rassicurante.
(Bordini S.,“Più che un’immagine. Considerazioni sull’arte interattiva”, in Vassallo S., Di Brino A., Arte tra azione e contemplazione. L'interattività nelle ricerche artistiche, ETS, Pisa 2004, p. 61)


Come scrive Paolo Rosa di Studio Azzurro, l’aspetto ludico “è una componente intrinseca dell’interattività, di qualsiasi forma di interattività anche la più arcaica”.
(Rosa P., “Rapporto confidenziale su un’esperienza interattiva”, in Vassallo S., Di Brino A., Arte tra azione e contemplazione. L'interattività nelle ricerche artistiche, ETS, Pisa 2004,p. 237)


L’approccio con cui i visitatori organizzano la propria esperienza con l’installazione è spesso definito co-testing o co-playing, in quanto giocare significa proprio conoscere attraverso una simulazione, comporre un’esperienza attraverso un’avventura di fantasia.
Utilizzare tecnologie sensibili nell’allestimento permette di fornire al visitatore modalità espressive e di intervento più immediate per produrre cambiamenti significativi sull’ambiente.

Esperienza

Dalla rappresentazione del museo tradizionale si passa all’esperienza immersiva del museo arricchito dalle nuove tecnologie interattive: la fruizione dei contenuti avviene in modo processuale.

L’esperienza del visit-attore si integra e, a volte sostituisce, alla contemplazione e alla visione del visitatore-spettatore.

mercoledì 30 giugno 2010

Performance



Oltre alla performance come pratica artistica, è interessante considerare il significato di questo termine nell’ambito antropologico.
“Il termine performance proviene dall’antico francese parfournir, che significa letteralmente ‘fornire completamente o esaurientemente’. To perform significa quindi produrre qualcosa, portare a compimento qualcosa, o eseguire un dramma, un ordine o un progetto. [...] nel corso dell’esecuzione si può generare qualcosa di nuovo. La performance trasforma se stessa. [...] Le regole possono ‘incorniciarla’ ma il ‘flusso’ dell’azione e dell’interazione entro questa cornice può portare ad intuizioni senza precedenti e anche generare simboli e significati nuovi, incorporabili in performance successive.
(Turner V., 1986, Dal rito al teatro, Bologna, Il Mulino, p.145)

Quando il visitatore si confronta con le installazioni nel percorso espositivo, si impegna in un’attività che ha i caratteri di una performance.
Questo processo è oggetto di riflessioni da parte di sociologi, quali Eva Hornecker, che utilizzano il termine performance per riferirsi all’attività dei visitatori nel rapportarsi con le installazioni nel contesto espositivo.
Il contenuto di un’installazione può consistere infatti sia nell’attività dell’utente, sia nella creazione di un contenuto nuovo, ma statico, sia nel dare una performance che è osservata dagli altri e allo stesso tempo rappresenta l’esperienza centrale per chi agisce.
(Hornecker E., Stifter M., Learning from interactive museum installations about interaction design for public settings, Proceedings of the 18th Australia conference on Computer-Human Interaction Design: Activities, Artefacts and Environments, November 20-24, 2006, Sydney, Australia).