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venerdì 19 novembre 2010

Peter Greenaway tra cinema e pittura


Ho ritrovato alcuni appunti sul discorso che Peter Greenaway ha tenuto a fine settembre a Torino in occasione del Prix Italia, in cui ha mostrato alcuni lavori di "animazione" di grandi capolavori pittorici, dall'Ultima cena di Leonardo a Le nozze di Cana di Paolo Veronese..

"Come si possono confrontare 8000 anni di pittura con 115 di cinema?
Si dice che la generazione laptop crede che non ci sia pittura prima di Pollock nè cinema prima di Tarantino.. Ebbene, con questi progetti volevamo dimostrare che questo non è vero e far apprezzare Rembrandt anche a chi ama Avatar o Star Wars.
Anche Rembrandt era un rivoluzionario, credo si sarebbe divertito vedendo il nostro lavoro.. D'altra parte era interessato alla luce, come il cinema: nel nostro progetto la luce dona un effetto di tridimensionalità al dipinto.
Così otteniamo un dialogo contemporaneo con il capolavoro".

mercoledì 7 luglio 2010

Cose, segnali, scritture, documenti..




Se consideriamo una forma molto semplice di videoinstallazione, ossia un sistema composto da computer, videoproiettore e superficie, che non prevede interazione con l’utente, possiamo individuare almeno una cosa, un segnale, una scrittura e un documento, sulla base di un Tractatus materialis philosophicus.


La cosa è data dall’hardware del computer, dalle sue interfacce fisiche, dal videoproiettore e dalla superficie di visualizzazione.
Il primo, in particolare, contiene l’immagine video digitale, ossia un file di dati, un elenco di numeri.


I dati sono trasmessi attraverso il segnale video attraverso un’interfaccia fisica, come un cavo, al proiettore, che emette un fascio di luce di diversi colori che, intercettato da uno schermo, produce un’immagine.


La scrittura è data da un insieme di segni in grado di raccontare qualcosa: in questo caso, poiché trattiamo segni non permanenti, immagini in movimento, la narrazione avviene nello spazio del fotogramma o frame (colori, immagini a cui si può attribuire un significato, lettere e simboli) e nel tempo della sequenza video.


Il documento può essere rappresentato dal filmato nel suo complesso, contestualizzato grazie ai titoli di testa e di coda (credits).

Segnale video analogico e digitale..



Ecco una spiegazione semplice e sintetica su che cos'è un segnale video analogico e il suo corrispettivo digitale, tratto da "Il segnale video digitale":

"Un segnale analogico descrive l’andamento nel tempo di una grandezza fisica che può assumere infiniti valori in un certo intervallo: nell’ambito del segnale video è del tutto indifferente da questo punto di vista considerare l’andamento dell’intensità luminosa di un’immagine oppure l’andamento della tensione o della corrente in uscita da un apparato trasduttore (in pratica: una videocamera).

Piuttosto con il video nasce la complicazione che l’informazione acquisita ha una duplice natura spaziale e temporale in quanto una scena è uno spazio tridimensionale in cui si muovono degli oggetti mentre un segnale elettrico che varia nel tempo è una successione continua e monodimensionale di valori.

Per superare questa difficoltà innanzitutto si passa da uno spazio tridimensionale alla sua proiezione bidimensionale su di un piano: questo passaggio è innato per la mente o lo è forse grazie a secoli di pittura e a più di cent’anni di fotografia. Successivamente l’immagine bidimensionale viene scandita in maniera continua dall’alto verso il basso e da sinistra verso destra percorrendo una traiettoria simile a quella della scrittura su di una pagina: supponendo di avere immagini in bianco e nero, si ottiene in questo modo l’andamento dell’intensità luminosa su tutta l’immagine e questa informazione, assieme al numero di linee per immagine e alla larghezza della linea è sufficiente per ricostruire l’immagine nel ricevitore.
Infine si ripete tale operazione su di un certo numero di immagini ottenute fotografando la scena diverse decine di volte al secondo: si rende così l’impressione del movimento similmente a quanto avviene con i fotogrammi nel cinema e con i cartoni
animati.

Se partendo da un segnale analogico si vanno a vedere i valori (detti campioni) assunti dalla grandezza ad intervalli regolari di tempo (detto periodo di campionamento) e si rappresentano tali valori mediante numeri binari, allora la sequenza di ‘0’ e ‘1’ che si ottiene è il segnale digitale corrispondente".

Videoinstallazione



La videoinstallazione è un tipo di installazione che abita lo spazio con immagini realizzate con il video, diffuse o proiettate su diversi supporti e in relazione con altri media.

Le videoinstallazioni sono forme d'arte in cui si intrecciano il cinema, il teatro, l'architettura, la videoarte, la performance, la scultura e le arti visive.
Le loro manifestazioni sono diverse: possono utilizzare nastri o altri supporti registrati, oppure il circuito chiuso; possono avere una dimensione scultorea o tendere verso la dimensione ambientale (come nel caso degli ambienti sensibili).
Possono proporre percorsi liberi o definire dei punti di vista precisi; integrare o meno l'immagine del visitatore il cui ruolo è attivo, essendo un elemento essenziale dell'opera stessa, del suo funzionamento.
A volte l'attenzione è attirata dalle immagini che evolvono sui monitor o sugli schermi; a volte è uno spazio intero che si fa immagine e suono, l'immagine si estende all'architettura.

Lo spazio è sensibile negli ambienti realizzati con il ricorso al digitale e reagisce alle stimolazioni dei visitatori, coinvolgendo la pluralità dei sensi.

venerdì 18 giugno 2010

Archiviare videoinstallazioni



Questo blog è parte di un esperimento condotto per il corso di Antropologia e Archeologia Industriale (Dottorato in Beni Culturali, Politecnico di Torino) e si intreccia con i blog di un gruppo di Dottorandi intorno alla Memoria delle Cose.

In questo spazio si riflette sulla documentazione di videoinstallazioni nel contesto museale: come è possibile lasciarne traccia nel momento in cui l'esposizione finisce?


P.S. La ricerca che sto conducendo attualmente ha come oggetto le creazioni artistiche (mutimediali digitali) esplicitamente progettate per essere inserite in un percorso espositivo con finalità di diffusione di saperi e conoscenza: il museo è una delle tante realtà in cui l'arte mostra il suo carattere funzionale comunicando con il visitatore dialogicamente (interattività).

Qualsiasi spunto per riflettere su questo tema è non solo ben accetto, ma anche fortemente desiderato..