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domenica 28 novembre 2010
interazione naturale per i BBCC
Questa è un'efficace presentazione sull'applicazione del paradigma della Natural Interaction nel campo dei BBCC.
lunedì 19 luglio 2010
Le metafore della cosa
Ciò che può penalizzare o valorizzare l’intervento umano nei sistemi non è l’artefatto informatico in sé, ma la filosofia di progettazione da cui esso nasce.
(Schanck 1984)
In conformità con la poetica di Studio Azzurro, anche i tavoli multimediali si basano sul paradigma della Natural Interaction, ossia fondano il loro funzionamento su gesti quotidiani che prevedono la manipolazione di oggetti fisici per controllare l'informazione multimediale in formato digitale.
Il visitatore sceglie da alcuni contenitori la riproduzione di una copertina di uno dei dischi di De Andrè e la posiziona al centro del tavolo.
La copertina viene riconosciuta dal sistema e si aprono contenuti video corrispondenti che sviluppano il concetto del disco, forniscono indicazioni sul periodo storico, mostrano interviste a collaboratori, attraverso videoproiezioni sul tavolo stesso.
L'oggetto fisico è usato per attivare il flusso di informazioni che si materializza sulla stessa superficie su cui si muovono le mani dell'utente e l'interfaccia tangibile.
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venerdì 9 luglio 2010
PUBBLICAZIONI
Ecco una serie di papers e articoli relativi al tema dell'interazione naturale in ambito espositivo..
Hornecker
Learning from Interactive Museum Installations About Interaction Design for Public Settings
Sparacino
Scenographies of the Past and Museums of the Future: From the Wunderkammer to Body-Driven Interactive Narrative Spaces
Ciolfi
Visitors' Contributions As Cultural Heritage: Designing For Participation (trad. ita)
Del Bimbo, Valli
Multi-User Natural Interaction System based on Real-Time Hand Tracking and Gesture Recognition
Natural Interfaces to Enhance Visitors’ Experiences
Salvaterra
La tecnologia come sistema di comunicazione immateriale per i musei
Hornecker
Learning from Interactive Museum Installations About Interaction Design for Public Settings
Sparacino
Scenographies of the Past and Museums of the Future: From the Wunderkammer to Body-Driven Interactive Narrative Spaces
Ciolfi
Visitors' Contributions As Cultural Heritage: Designing For Participation (trad. ita)
Del Bimbo, Valli
Multi-User Natural Interaction System based on Real-Time Hand Tracking and Gesture Recognition
Natural Interfaces to Enhance Visitors’ Experiences
Salvaterra
La tecnologia come sistema di comunicazione immateriale per i musei
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martedì 6 luglio 2010
Corpo
Nei nuovi musei il visitatore è un corpo in movimento, che interagisce fisicamente e con la pluralità dei sensi con gli oggetti e lo spazio, strutturandolo.
Come scrive l’architetto David Dernie in Exhibition Design a proposito dei nuovi spazi museali, l’esperienza è un incontro tra il corpo in movimento e lo spazio degli eventi, dunque l’interazione fisica (vietato NON toccare!) è un concetto chiave anche per i processi di apprendimento.
In questi contesti ci si sposta da modalità cognitive puramente simbolico-costruttive (come nelle esposizioni tradizionali) per avvicinarsi anche a modalità percettive-motorie, perché nell’atto del conoscere si opera sulle installazioni con il movimento (gesti, spostamenti, tocchi) e si utilizzano tutti i sensi per captare le informazioni prevalemntemente multimediali.
TUI
Una Tangible user interface (TUI, inizialmente chiamata anche Graspable User Interface ) è un'interfaccia che prevede che l'utente interagisca con l'informazione digitale tramite oggetti manipolabili nello spazio fisico.
Uno dei primi ricercatori a sviluppare TUI è il Prof. Hiroshi Ishii del MIT Media Laboratory, a capo del Tangible Media Group, che ha definito la propria visione Tangible Bits, in quanto mira a rendere i bit direttamente manipolabili e a dare forma all'informazione digitale.
Un noto esempio di installazione che utilzza Interfacce Tangibili è ReactTable di Sergi Jordà.
Sensing Places
Sensing Places LLC è una spin off del MIT creata nel 2002 da Flavia Sparacino, ricercatrice e progettista di spazi interattivi presso il MIT di Boston e per anni collaboratrice di Alex Pentland, pioniere nell’ambito della tecnologia human-centered, nel gruppo Smart Spaces and Natural Interfaces.
Sensing Places si occupa di sviluppare ambienti sensibili percettivi e interattivi e di condurre una ricerca costante nel campo della fruizione museale.
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NUI
venerdì 2 luglio 2010
L'interazione naturale nel museo
Applicare il modello della interazione naturale in ambito museale significa creare relazioni spontanee tra i visitatori e lo spazio con lo scopo di comunicare e ricevere un significato attraverso gesti, espressioni, movimenti tratti dall’esperienza quotidiana, che replicano il tipo comportamento tra gli uomini (lo sviluppo delle NUI è infatti una condizione necessaria per la realizzazione della visione dell’ubiquitous computing).
Nel contesto espositivo alcune applicazioni pratiche sono ad esempio il sensitive wall, che consiste generalmente in un grande display verticale e in un sistema di sensori in grado di rilevare la gestualità delle mani dell’utente in real time nelle tre dimensioni, senza necessità di contatto.
Il sensitive o interactive table è un multi touch display che rileva e traccia le mani e gli oggetti a contatto o per interferenza; esso può essere equipaggiato con sensori per il riconoscimento della voce, antenne RFID che permettono l’identificazione di oggetti taggati.
I sensitive o interactive floors sono sezioni di pavimento su cui è generalmente proiettato un video e che sono osservate da un sensore ottico che rintraccia il movimento delle persone ed in base a questo permette di intervenire sulla visualizzazione.
Per un approfondimento si rimanda al sito di Natural Interaction.
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mercoledì 30 giugno 2010
NUI
Le Natural user interfaces (NUI) sono sistemi generalmente multi-touch e multi-user, che permettono un’interazione naturale, diretta, fisica con lo spazio dell’informazione, a differenza delle comuni GUI che prevedono una relazione indiretta, tramite dispositivi come tastiera e mouse e una risposta prevalentemente grafica.
Le NUI sono dunque contraddistinte dalla manipolazione diretta (emblematico è il caso delle TUI), da un alto livello di immersività, da un’associazione emotiva che ricorda il gioco, dall’adattabilità ai compiti collaborativi e sociali.
In breve, in questo paradigma, l’interfaccia agisce sul piano fisico e diventa talmente intuitiva da sembrare invisibile.
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