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venerdì 9 luglio 2010

Body driven interactive space



Per Flavia Sparacino, l'applicazione del paradigma dell'Ubiquitous Computing all'allestimento museale porta a spazi interattivi coreografati in real time dai movimenti del visitatore (per approfondimenti si veda il paper relativo a una mostra curata dalla ricercatrice).

Questi spazi sono altrimenti chiamati responsive media spaces e dipendono dalla co-presenza delle persone (per questo gli ambienti sensibili sono definiti spazi socializzati da Studio Azzurro).

"Responsive media spaces augment the theatrical mise-en-scene, which is traditionally composed of setting, costume, lighting and staging, by computational technologies of performance.
These technologies include sensing, e.g. video motion tracking or sensors worn on the body, sound and video which are generated in real time and media choreography software. The media choreography software is used to read and process the sensory input and to generate the response in form of real time video and sound" (Wolfgang Reitberger).

mercoledì 7 luglio 2010

Interattività



L’interattività è l’evoluzione tecnologica di un processo di interazione creativa storicamente radicato nelle relazioni uomo-ambiente.

Se l’interazione è sempre esistita, la novità dell’interattività consiste nel fatto che oggi esiste una tecnologia (le interfacce digitali) capace di registrare, riprodurre e e laborare in tempo reale l’interazione, facendo interagire il corpo dell’uomo con il mondo artificiale delle macchine (p. 12).

L’installazione interattiva è un’opera aperta (Eco), in movimento, in divenire, perché si trasforma con l’interazione con il visitatore, seppure entro un campo di possibilità imposte dalla struttura creata dall’autore.

L’interattività è una questione di livelli: da un’interattività limitata si passa all’intercreatività (Tim Berners-Lee) come atto creativo di scrittura (in senso lato) da parte dello spettatore-autore.


Per quanto riguarda l'interattività nel museo, riporto le parole di Efthalia Rentetzi :

"Tra gli strumenti didattici e comunicativi che contribuiscono maggiormente ad un complesso sistema educativo, vi è indubbiamente la possibilità di interagire attraverso una serie di opere e/o azioni interattive. Con il concetto di interattività si intende una serie di esperienze che attivano il fruitore a livello fisico, mentale, emotivo e sociale.
Al visitatore viene fornita la possibilità di analizzare nuove idee e concetti, di sperimentare molteplici possibilità secondo i propri interessi, facilitando inoltre il rapporto dialettico con le opere e con gli altri fruitori, in base alle proprie e particolari strategie interpretative e possibilità formative.
L’interpretazione viene considerata come una procedura collettiva, in cui si attiva un rapporto interattivo tra le opere e i fruitori, elaborato all’interno di un ambiente culturale comunicativo, in cui la realtà è il risultato del dialogo.
Il concetto di un’espressività diffusa e socializzata nel contesto di un rapporto di reciproca interazione tra soggetto e oggetto viene facilitato soprattutto dall’arte elettronica, in cui si attiva un meccanismo tra diverse forme d’arte, tra uomo, macchina e pensiero, sulle relazioni tra artista e opera e tra opera e spettatore, ma anche sulle metodologie di analisi e di interpretazione..".

martedì 6 luglio 2010

Corpo



Nei nuovi musei il visitatore è un corpo in movimento, che interagisce fisicamente e con la pluralità dei sensi con gli oggetti e lo spazio, strutturandolo.
Come scrive l’architetto David Dernie in Exhibition Design a proposito dei nuovi spazi museali, l’esperienza è un incontro tra il corpo in movimento e lo spazio degli eventi, dunque l’interazione fisica (vietato NON toccare!) è un concetto chiave anche per i processi di apprendimento.
In questi contesti ci si sposta da modalità cognitive puramente simbolico-costruttive (come nelle esposizioni tradizionali) per avvicinarsi anche a modalità percettive-motorie, perché nell’atto del conoscere si opera sulle installazioni con il movimento (gesti, spostamenti, tocchi) e si utilizzano tutti i sensi per captare le informazioni prevalemntemente multimediali.