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venerdì 19 novembre 2010

Conservare l’immateriale. Strategie per la New Media Art


Questo è il titolo di un interessante articolo comparso su Teknemedia, scritto da Laura Barreca, autrice della tesi di dottorato " Il dibattito internazionale intorno alla conservazione e alla documentazione della New Media Art".

Sul tema della conservazione dell'arte contemporanea si veda anche Sonia Grossi, "Come conservare l'arte contemporanea" e "The challenges of digital art preservation" di Lino Garcia e Pilar Montero Vilar.

In questo ambito non si può non considerare il lavoro di preservazione delle opere di New Media Art del Variable Media Network.

Per approfondimenti:
http://www.digitalartconservation.org/index.php/en/bibliography.html
http://www.digicult.it/2010/TheDigitalOblivion.asp

lunedì 19 luglio 2010

I documenti della cosa




Il sito della mostra è la fonte di numerose fotografie e disegni che illustrano il funzionamento dell'installazione e screenshot del video proiettato.

Tra i documenti a disposizione di chiunque sia interessato alla cosa in questione si ha poi il catalogo della mostra edito da Silvana Editoriale.

mercoledì 7 luglio 2010

Cose, segnali, scritture, documenti..




Se consideriamo una forma molto semplice di videoinstallazione, ossia un sistema composto da computer, videoproiettore e superficie, che non prevede interazione con l’utente, possiamo individuare almeno una cosa, un segnale, una scrittura e un documento, sulla base di un Tractatus materialis philosophicus.


La cosa è data dall’hardware del computer, dalle sue interfacce fisiche, dal videoproiettore e dalla superficie di visualizzazione.
Il primo, in particolare, contiene l’immagine video digitale, ossia un file di dati, un elenco di numeri.


I dati sono trasmessi attraverso il segnale video attraverso un’interfaccia fisica, come un cavo, al proiettore, che emette un fascio di luce di diversi colori che, intercettato da uno schermo, produce un’immagine.


La scrittura è data da un insieme di segni in grado di raccontare qualcosa: in questo caso, poiché trattiamo segni non permanenti, immagini in movimento, la narrazione avviene nello spazio del fotogramma o frame (colori, immagini a cui si può attribuire un significato, lettere e simboli) e nel tempo della sequenza video.


Il documento può essere rappresentato dal filmato nel suo complesso, contestualizzato grazie ai titoli di testa e di coda (credits).