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martedì 6 luglio 2010

Ubiquitous computing



L’Ubiquitous computing è un paradigma di Human-computer interaction che prevede che i sistemi di calcolo siano integrati in modo invisibile ovunque nel mondo intorno all’uomo e accessibili tramite interfacce intelligenti, per cui possono essere utilizzati in modo naturale, quasi inconsapevolmente.
Dall’Ubiquitous computing deriva il paradigma dell’Ambient Intelligence, che si avvale di tecnologie integrate nell’ambiente, sensibili al contesto, personalizzabili, adattabili alla risposta dell’utente, e in grado di anticipare i bisogni e i desideri dell’utente.

Per un aggiornamento sui temi dell'Ubicomp si rimanda al sito del Simposio di quest'anno su Ubiquitous VR.

Corpo



Nei nuovi musei il visitatore è un corpo in movimento, che interagisce fisicamente e con la pluralità dei sensi con gli oggetti e lo spazio, strutturandolo.
Come scrive l’architetto David Dernie in Exhibition Design a proposito dei nuovi spazi museali, l’esperienza è un incontro tra il corpo in movimento e lo spazio degli eventi, dunque l’interazione fisica (vietato NON toccare!) è un concetto chiave anche per i processi di apprendimento.
In questi contesti ci si sposta da modalità cognitive puramente simbolico-costruttive (come nelle esposizioni tradizionali) per avvicinarsi anche a modalità percettive-motorie, perché nell’atto del conoscere si opera sulle installazioni con il movimento (gesti, spostamenti, tocchi) e si utilizzano tutti i sensi per captare le informazioni prevalemntemente multimediali.

Studio Azzurro



Studio Azzurro è un gruppo di ricerca artistica di Milano che opera nell’ambito dei nuovi media.

Suoi fondatori furono, nel 1982, Fabio Cirifino (fotografia), Paolo Rosa (arti visive e cinema) e Leonardo Sangiorgi (grafica e animazione), a cui si aggiunse nel 1995 Stefano Roveda, esperto in sistemi interattivi.

L’attività del gruppo si è espressa nel tempo attraverso la creazione di videoambientazioni, ambienti sensibili e interattivi, performance teatrali e film e la progettazione di musei e di esposizioni tematiche, tutte operazioni accomunate da una peculiare concezione del corpo, dello spazio, dei materiali e dell’immagine filmica.

Una delle ultime mostre curate da Studio Azzurro è presentata in questo video.

Sensing Places



Sensing Places LLC è una spin off del MIT creata nel 2002 da Flavia Sparacino, ricercatrice e progettista di spazi interattivi presso il MIT di Boston e per anni collaboratrice di Alex Pentland, pioniere nell’ambito della tecnologia human-centered, nel gruppo Smart Spaces and Natural Interfaces.
Sensing Places si occupa di sviluppare ambienti sensibili percettivi e interattivi e di condurre una ricerca costante nel campo della fruizione museale.

mercoledì 30 giugno 2010

Ambient intelligence


Con Ambient intelligence, si intende la condizione di intelligenza, sensibilità dell’ambiente, ottenuta con l’inserimento di sensori e tecnologie di visualizzazione nella struttura architettonica e negli oggetti, che diventano “senzienti”, e con il supporto dell’intelligenza artificiale cosicché il sistema nel complesso risponda o almeno percepisca le azioni umane e i comportamenti che avvengono al suo interno.
In sintesi, sensori intelligenti possono elaborare localmente le informazioni relative alla presenza e all’intervento dell’utente per poi comunicarle ad un ambiente che si auto-configura, attuando uno spostamento dell’elaborazione dal personal computer ad una molteplicità di strumenti di calcolo disseminati nello spazio.
Mentre lo spazio museale spettacolarizzato rimane identico a se stesso nel corso dell’esposizione, o per lo meno si evolve in modo programmato a priori, le nuove tecnologie producono architetture e ambienti sensibili, spazi “body-driven interactive” in cui la configurazione finale è il risultato dell’intervento simultaneo o progressivo nel tempo da parte dei visitatori.