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martedì 4 gennaio 2011

NECESSITA' O TABU' COME VALUTARE I PROGETTI ART&SCIENCE? di Silvia Casini

Silvia Casini si interroga sui metodi per valutare l'efficacia di art-science exhibit, esposizioni in cui l'arte rappresenta la scienza, o in cui la scienza utilizza metodologie espositivo-comunicative artistiche.

lunedì 19 luglio 2010

I contesti della cosa..


L'installazione è stata inserita (in tre esemplari) all'interno del percorso espositivo nel secondo ambiente, la Sala della Musica, tra altri elementi, quali spartiti e testi originali alle pareti della stanza.
Le copertine dei dischi taggati con RFID per attivare le proiezioni sui tre tavoli sono state disposte in cumuli in più punti della stanza.


Trattandosi di un'installazione per una mostra temporanea itinerante, essa è "comparsa" in vari luoghi:

GENOVA - Palazzo Ducale (31 dic 2008 - 21 giu 2009)

NUORO - Museo Man (16 lug 2009 - 10 gen 2010)

ROMA - Museo dell'Ara Pacis (24 feb 2009 - 30 mag 2010)

PALERMO - Ex Deposito Locomotive Sant'Erasmo (25 giu 2010 - 10 ott 2010)

La cosa



La cosa che intendo analizzare è un'installazione creata da Studio Azzurro , inserita nella Sala della musica dell'esposizione

FABRIZIO DE ANDRE' - LA MOSTRA

ideata da Studio Azzurro e a cura di Vittorio Bo, Guido Harari, Vincenzo Mollica e Pepi Morgia.

L'installazione è presentata così sulla pagina dedicata alla sala:

"Una serie di piccoli pannelli, che riproducono le copertine dei principali dischi di studio, possono essere scelti e posizionati su appositi tavoli multimediali, attivando una serie di proiezioni. Il visitatore potrà così "incontrare" Fabrizio, i suoi amici e collaboratori, il critico Riccardo Bertoncelli che, con i loro contributi, inquadreranno il periodo storico e il clima sociale in cui quel disco è stato prodotto, i meccanismi della scrittura e della registrazione, etc. Tutto completato da contributi video tratti da apparizioni televisive e concerti".


Torna a La storia di una cosa

I documenti della cosa




Il sito della mostra è la fonte di numerose fotografie e disegni che illustrano il funzionamento dell'installazione e screenshot del video proiettato.

Tra i documenti a disposizione di chiunque sia interessato alla cosa in questione si ha poi il catalogo della mostra edito da Silvana Editoriale.

Le immagini della cosa



Queste sono alcune foto dell'installazione così come può essere vista all'interno del percorso espositivo.

venerdì 9 luglio 2010

Fruitore



Un museo non avrebbe ragione di esistere senza un fruitore (da qui lo sviluppo dei visitor studies).

"Un museo è un portale di accesso a idee e conoscenze senza la presenza di scambi di proprietà, fornisce esperienze e trasformazioni nei clienti che fruiscono dei suoi servizi, costituisce una messa in rete di competenze, idee, contenuti conoscitivi.
Il fruitore viene coinvolto nella produzione di significati e i supporti materiali (opere e luoghi di esposizione) contano solo in quanto strutture su cui sviluppare prodotti e valori che nascono già immateriali".
(Gabriele Salvaterra)

PUBBLICAZIONI

Ecco una serie di papers e articoli relativi al tema dell'interazione naturale in ambito espositivo..

Hornecker
Learning from Interactive Museum Installations About Interaction Design for Public Settings

Sparacino
Scenographies of the Past and Museums of the Future: From the Wunderkammer to Body-Driven Interactive Narrative Spaces

Ciolfi
Visitors' Contributions As Cultural Heritage: Designing For Participation (trad. ita)

Del Bimbo, Valli
Multi-User Natural Interaction System based on Real-Time Hand Tracking and Gesture Recognition

Natural Interfaces to Enhance Visitors’ Experiences

Salvaterra
La tecnologia come sistema di comunicazione immateriale per i musei

Quadro

Per Wikipedia il quadro può essere visto sia come una superficie dipinta racchiusa da una cornice, sia come uno schermo, cinematografico o televisivo.
Sfruttare le tecnologie che tendono all'invisibilità (Ubiquitous Computing e Disappearing Technology) in ambito espositivo permette di combinare riproduzioni digitali di superfici dipinte e schermi per favorire un'interazione fisica tra visitatore e opera d'arte.

Emblematiche sono le installazioni Grid e Xray (Tate Britain), che permettono di scomporre e ricostruire i dipinti di Constable attraverso il tocco e il movimento delle braccia.

Constable - Tate Britain from Chris O'Shea on Vimeo.

martedì 6 luglio 2010

Studio Azzurro



Studio Azzurro è un gruppo di ricerca artistica di Milano che opera nell’ambito dei nuovi media.

Suoi fondatori furono, nel 1982, Fabio Cirifino (fotografia), Paolo Rosa (arti visive e cinema) e Leonardo Sangiorgi (grafica e animazione), a cui si aggiunse nel 1995 Stefano Roveda, esperto in sistemi interattivi.

L’attività del gruppo si è espressa nel tempo attraverso la creazione di videoambientazioni, ambienti sensibili e interattivi, performance teatrali e film e la progettazione di musei e di esposizioni tematiche, tutte operazioni accomunate da una peculiare concezione del corpo, dello spazio, dei materiali e dell’immagine filmica.

Una delle ultime mostre curate da Studio Azzurro è presentata in questo video.

Studio N03!



Un'interessante intervista a Paolo Ranieri di Studio Ennezerotre è stata realizzata da Annamaria Monteverdi, coautrice del libro "Le arti multimediali digitali", vivamente consigliato per una visione multidisciplinare sull'argomento.

Tra le mostre curate da N03! segnalo:

Genova 2004