
Se consideriamo una forma molto semplice di
videoinstallazione, ossia un sistema composto da computer, videoproiettore e superficie, che non prevede
interazione con l’utente, possiamo individuare almeno una
cosa, un
segnale, una
scrittura e un
documento, sulla base di un
Tractatus materialis philosophicus.
La
cosa è data dall’hardware del computer, dalle sue
interfacce fisiche, dal videoproiettore e dalla superficie di visualizzazione.
Il primo, in particolare, contiene l’
immagine video digitale, ossia un file di dati, un elenco di numeri.
I dati sono trasmessi attraverso il
segnale video attraverso un’interfaccia fisica, come un cavo, al proiettore, che emette un fascio di luce di diversi colori che, intercettato da uno schermo, produce un’immagine.
La
scrittura è data da un insieme di
segni in grado di raccontare qualcosa: in questo caso, poiché trattiamo segni non permanenti, immagini in movimento, la narrazione avviene nello spazio del fotogramma o
frame (colori, immagini a cui si può attribuire un significato, lettere e simboli) e nel tempo della
sequenza video.
Il
documento può essere rappresentato dal filmato nel suo complesso, contestualizzato grazie ai
titoli di testa e di coda (credits).