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venerdì 9 luglio 2010

Oggetto



Che ruolo hanno l'oggetto e la cultura materiale nel museo oggi, in un contesto in cui la tecnologia (in primis la digitalizzazione) opera in direzione di una massiccia de-materializzazione del patrimonio?

Per approfondire questo argomento segnalo due letture (e attendo suggerimenti su altre fonti..):

Imparare dalle cose: la cultura materiale nei musei

La tecnologia come sistema di comunicazione immateriale per i musei

Quadro

Per Wikipedia il quadro può essere visto sia come una superficie dipinta racchiusa da una cornice, sia come uno schermo, cinematografico o televisivo.
Sfruttare le tecnologie che tendono all'invisibilità (Ubiquitous Computing e Disappearing Technology) in ambito espositivo permette di combinare riproduzioni digitali di superfici dipinte e schermi per favorire un'interazione fisica tra visitatore e opera d'arte.

Emblematiche sono le installazioni Grid e Xray (Tate Britain), che permettono di scomporre e ricostruire i dipinti di Constable attraverso il tocco e il movimento delle braccia.

Constable - Tate Britain from Chris O'Shea on Vimeo.

mercoledì 7 luglio 2010

Cose, segnali, scritture, documenti..




Se consideriamo una forma molto semplice di videoinstallazione, ossia un sistema composto da computer, videoproiettore e superficie, che non prevede interazione con l’utente, possiamo individuare almeno una cosa, un segnale, una scrittura e un documento, sulla base di un Tractatus materialis philosophicus.


La cosa è data dall’hardware del computer, dalle sue interfacce fisiche, dal videoproiettore e dalla superficie di visualizzazione.
Il primo, in particolare, contiene l’immagine video digitale, ossia un file di dati, un elenco di numeri.


I dati sono trasmessi attraverso il segnale video attraverso un’interfaccia fisica, come un cavo, al proiettore, che emette un fascio di luce di diversi colori che, intercettato da uno schermo, produce un’immagine.


La scrittura è data da un insieme di segni in grado di raccontare qualcosa: in questo caso, poiché trattiamo segni non permanenti, immagini in movimento, la narrazione avviene nello spazio del fotogramma o frame (colori, immagini a cui si può attribuire un significato, lettere e simboli) e nel tempo della sequenza video.


Il documento può essere rappresentato dal filmato nel suo complesso, contestualizzato grazie ai titoli di testa e di coda (credits).

Segnale video analogico e digitale..



Ecco una spiegazione semplice e sintetica su che cos'è un segnale video analogico e il suo corrispettivo digitale, tratto da "Il segnale video digitale":

"Un segnale analogico descrive l’andamento nel tempo di una grandezza fisica che può assumere infiniti valori in un certo intervallo: nell’ambito del segnale video è del tutto indifferente da questo punto di vista considerare l’andamento dell’intensità luminosa di un’immagine oppure l’andamento della tensione o della corrente in uscita da un apparato trasduttore (in pratica: una videocamera).

Piuttosto con il video nasce la complicazione che l’informazione acquisita ha una duplice natura spaziale e temporale in quanto una scena è uno spazio tridimensionale in cui si muovono degli oggetti mentre un segnale elettrico che varia nel tempo è una successione continua e monodimensionale di valori.

Per superare questa difficoltà innanzitutto si passa da uno spazio tridimensionale alla sua proiezione bidimensionale su di un piano: questo passaggio è innato per la mente o lo è forse grazie a secoli di pittura e a più di cent’anni di fotografia. Successivamente l’immagine bidimensionale viene scandita in maniera continua dall’alto verso il basso e da sinistra verso destra percorrendo una traiettoria simile a quella della scrittura su di una pagina: supponendo di avere immagini in bianco e nero, si ottiene in questo modo l’andamento dell’intensità luminosa su tutta l’immagine e questa informazione, assieme al numero di linee per immagine e alla larghezza della linea è sufficiente per ricostruire l’immagine nel ricevitore.
Infine si ripete tale operazione su di un certo numero di immagini ottenute fotografando la scena diverse decine di volte al secondo: si rende così l’impressione del movimento similmente a quanto avviene con i fotogrammi nel cinema e con i cartoni
animati.

Se partendo da un segnale analogico si vanno a vedere i valori (detti campioni) assunti dalla grandezza ad intervalli regolari di tempo (detto periodo di campionamento) e si rappresentano tali valori mediante numeri binari, allora la sequenza di ‘0’ e ‘1’ che si ottiene è il segnale digitale corrispondente".

Digitale



In informatica ed elettronica con digitale ci si riferisce a tutto ciò che viene rappresentato con numeri o che opera manipolando numeri (da Wikipedia).

Mediante il processo di digitalizzazione dei dati (trasformazione di qualsiasi informazione in un codice numerico binario) qualsiasi messaggio può essere convertito e trasposto in un metamedium tecnologico per essere integrato con i messaggi di altri media in una sintesi digitale connettiva resa possibile dal computer in rete.

venerdì 18 giugno 2010

Archiviare videoinstallazioni



Questo blog è parte di un esperimento condotto per il corso di Antropologia e Archeologia Industriale (Dottorato in Beni Culturali, Politecnico di Torino) e si intreccia con i blog di un gruppo di Dottorandi intorno alla Memoria delle Cose.

In questo spazio si riflette sulla documentazione di videoinstallazioni nel contesto museale: come è possibile lasciarne traccia nel momento in cui l'esposizione finisce?


P.S. La ricerca che sto conducendo attualmente ha come oggetto le creazioni artistiche (mutimediali digitali) esplicitamente progettate per essere inserite in un percorso espositivo con finalità di diffusione di saperi e conoscenza: il museo è una delle tante realtà in cui l'arte mostra il suo carattere funzionale comunicando con il visitatore dialogicamente (interattività).

Qualsiasi spunto per riflettere su questo tema è non solo ben accetto, ma anche fortemente desiderato..