martedì 6 luglio 2010

TUI



Una Tangible user interface (TUI, inizialmente chiamata anche Graspable User Interface ) è un'interfaccia che prevede che l'utente interagisca con l'informazione digitale tramite oggetti manipolabili nello spazio fisico.

Uno dei primi ricercatori a sviluppare TUI è il Prof. Hiroshi Ishii del MIT Media Laboratory, a capo del Tangible Media Group, che ha definito la propria visione Tangible Bits, in quanto mira a rendere i bit direttamente manipolabili e a dare forma all'informazione digitale.

Un noto esempio di installazione che utilzza Interfacce Tangibili è ReactTable di Sergi Jordà.

RFID



Il sistema RFID (Radio Frequency IDentification) si basa sulla lettura a distanza di informazioni contenute in un tag RFID usando dei lettori RFID per l'identificazione automatica di oggetti, animali o persone.

Studio Azzurro



Studio Azzurro è un gruppo di ricerca artistica di Milano che opera nell’ambito dei nuovi media.

Suoi fondatori furono, nel 1982, Fabio Cirifino (fotografia), Paolo Rosa (arti visive e cinema) e Leonardo Sangiorgi (grafica e animazione), a cui si aggiunse nel 1995 Stefano Roveda, esperto in sistemi interattivi.

L’attività del gruppo si è espressa nel tempo attraverso la creazione di videoambientazioni, ambienti sensibili e interattivi, performance teatrali e film e la progettazione di musei e di esposizioni tematiche, tutte operazioni accomunate da una peculiare concezione del corpo, dello spazio, dei materiali e dell’immagine filmica.

Una delle ultime mostre curate da Studio Azzurro è presentata in questo video.

Sensing Places



Sensing Places LLC è una spin off del MIT creata nel 2002 da Flavia Sparacino, ricercatrice e progettista di spazi interattivi presso il MIT di Boston e per anni collaboratrice di Alex Pentland, pioniere nell’ambito della tecnologia human-centered, nel gruppo Smart Spaces and Natural Interfaces.
Sensing Places si occupa di sviluppare ambienti sensibili percettivi e interattivi e di condurre una ricerca costante nel campo della fruizione museale.

Esperienze: tecnoartisti, allestitori, centri, laboratori...

"Artists, Creators, Engineers: creative artists at the interface of technology and society for whom the computer is tool, medium and content in equal measure. Who combine an artistic vision with a high level of technical know-how, and provide a key impetus to shaping our modern media-based society" (dal sito di Ars Electronica, commento all'esposizione Artists, Creators, Engineers).

Qui sono raccolti, in forma provvisoria, alcuni riferimenti a esperienze di creazione artistica (con una nuova estetica) finalizzata anche all'allestimento museale.


Studio Azzurro

Studio N03!

ART+ COM

Piero Gilardi

Gianfranco Iannuzzi

Franz Fischnaller


Dal mondo della sperimentazione artistica emergono proposte per utilizzare le tecnologie digitali per comunicare in modo espressivo contenuti che i musei hanno tradizionalmente veicolato in forma statica, su pannelli, o in zone separate rispetto al percorso della visita (totem interattivi o laboratori multimediali).

I tecnoartisti sono oggi sempre più protagonisti dell’allestimento museale perché creano installazioni (site specific o no) che non sono principalmente considerate in quanto OPERE a sè stanti, bensì in quanto CONTENITORI e MEZZI.
I loro contenuti sono informazioni, funzionali rispetto all’esperienza della visita del fruitore, oppure sono gli stessi beni da esporre, nella maggior parte dei casi digitalizzati per favorire l’intervento e, di conseguenza, una conoscenza più approfondita da parte del visitatore, senza pregiudicare la conservazione dell’originale.

Per via della confluenza di più linguaggi resi possibili dal digitale (multimedialità o multicodicalità) il bene può essere anche contestualizzato (la scrittura diventa documento), perché la stessa installazione può presentare l’oggetto insieme a contributi testuali, grafici, iconografici, sonori… per permettere un maggiore approfondimento.


Appunti...
In attesa di esplorare anche questi lavori, appunto qui i link ai siti di artisti e ricercatori che potrebbero essere interessanti per lo studio di ambienti immersivi e installazioni:

http://www.activatedspace.com/

Culture Technology Institute

Studio N03!



Un'interessante intervista a Paolo Ranieri di Studio Ennezerotre è stata realizzata da Annamaria Monteverdi, coautrice del libro "Le arti multimediali digitali", vivamente consigliato per una visione multidisciplinare sull'argomento.

Tra le mostre curate da N03! segnalo:

Genova 2004

venerdì 2 luglio 2010

L'interazione naturale nel museo


Applicare il modello della interazione naturale in ambito museale significa creare relazioni spontanee tra i visitatori e lo spazio con lo scopo di comunicare e ricevere un significato attraverso gesti, espressioni, movimenti tratti dall’esperienza quotidiana, che replicano il tipo comportamento tra gli uomini (lo sviluppo delle NUI è infatti una condizione necessaria per la realizzazione della visione dell’ubiquitous computing).
Nel contesto espositivo alcune applicazioni pratiche sono ad esempio il sensitive wall, che consiste generalmente in un grande display verticale e in un sistema di sensori in grado di rilevare la gestualità delle mani dell’utente in real time nelle tre dimensioni, senza necessità di contatto.
Il sensitive o interactive table è un multi touch display che rileva e traccia le mani e gli oggetti a contatto o per interferenza; esso può essere equipaggiato con sensori per il riconoscimento della voce, antenne RFID che permettono l’identificazione di oggetti taggati.
I sensitive o interactive floors sono sezioni di pavimento su cui è generalmente proiettato un video e che sono osservate da un sensore ottico che rintraccia il movimento delle persone ed in base a questo permette di intervenire sulla visualizzazione.

Per un approfondimento si rimanda al sito di Natural Interaction.