domenica 31 ottobre 2010

ACM 2010

Dopo Vancouver e Pechino finalmente la conferenza ACM è approdata in Italia, non potevo non andarci..

Ecco alcuni progetti/personaggi/posti interessanti..

- Rtivss di Monica Mendes: monitorare le foreste attraverso i Social Network
- le ricerche tra arte interattiva e nanotecnologie di Victoria Vesna (che si definisce una art(scient)ist in Being in between)
- la filosofia di Lea Buechley del MIT Media Lab (High Low Tech): let people fall in love with technology
- Flow di Fiona Bowie e Sidney Fels, un'installazione permanente di arte pubblica a Vancouver
- Topological Media Lab che si occupa di gesture and performance, realtime media choreography, active garments, responsive media, hybrid architecture, insomma il mio posto ideale..

giovedì 22 luglio 2010

Festival, eventi..


Anche quest'anno me lo sono persa..

lunedì 19 luglio 2010

Paradigmi antropologici

Da COSMO, CORPO, CULTURA Enciclopedia antropologica è possibile estrarre alcuni concetti fondamentali per lo studio dell'antropologia, che si adattano all'analisi dei tavoli multimediali interattivi considerati.

La mano del visitatore con il suo movimento e con il gesto (paradigmi del Corpo) compie un'azione su un oggetto fisico modificando un'immagine e innescando un processo di scrittura (proiettata) sul tavolo.

L'installazione sfrutta le proprietà dei Nuovi media e permette che l'apprendimento avvenga tramite un'esperienza fisica che favorisce la persistenza del ricordo (paradigmi di Media e formazione).





Le metafore della cosa


Ciò che può penalizzare o valorizzare l’intervento umano nei sistemi non è l’artefatto informatico in sé, ma la filosofia di progettazione da cui esso nasce.
(Schanck 1984)

In conformità con la poetica di Studio Azzurro, anche i tavoli multimediali si basano sul paradigma della Natural Interaction, ossia fondano il loro funzionamento su gesti quotidiani che prevedono la manipolazione di oggetti fisici per controllare l'informazione multimediale in formato digitale.


Il visitatore sceglie da alcuni contenitori la riproduzione di una copertina di uno dei dischi di De Andrè e la posiziona al centro del tavolo.
La copertina viene riconosciuta dal sistema e si aprono contenuti video corrispondenti che sviluppano il concetto del disco, forniscono indicazioni sul periodo storico, mostrano interviste a collaboratori, attraverso videoproiezioni sul tavolo stesso.

L'oggetto fisico è usato per attivare il flusso di informazioni che si materializza sulla stessa superficie su cui si muovono le mani dell'utente e l'interfaccia tangibile.

I contesti della cosa..


L'installazione è stata inserita (in tre esemplari) all'interno del percorso espositivo nel secondo ambiente, la Sala della Musica, tra altri elementi, quali spartiti e testi originali alle pareti della stanza.
Le copertine dei dischi taggati con RFID per attivare le proiezioni sui tre tavoli sono state disposte in cumuli in più punti della stanza.


Trattandosi di un'installazione per una mostra temporanea itinerante, essa è "comparsa" in vari luoghi:

GENOVA - Palazzo Ducale (31 dic 2008 - 21 giu 2009)

NUORO - Museo Man (16 lug 2009 - 10 gen 2010)

ROMA - Museo dell'Ara Pacis (24 feb 2009 - 30 mag 2010)

PALERMO - Ex Deposito Locomotive Sant'Erasmo (25 giu 2010 - 10 ott 2010)

La storia di una cosa..



Gli ingredienti per raccontare la storia di una cosa sono

"- la "cosa"
- alcune immagini della cosa
- i documenti intorno alla cosa
- i contesti della cosa
- le metafore della cosa
- i paradigmi antropologici applicabili alla cosa".

N.B. Poichè ci troviamo nell'ambito dei New Media, la mia storia si basa sulla logica del database (cfr. Manovich): gli ingredienti possono essere mescolati a piacere senza un ordine prestabilito (narrazione ipertestuale)..

La cosa



La cosa che intendo analizzare è un'installazione creata da Studio Azzurro , inserita nella Sala della musica dell'esposizione

FABRIZIO DE ANDRE' - LA MOSTRA

ideata da Studio Azzurro e a cura di Vittorio Bo, Guido Harari, Vincenzo Mollica e Pepi Morgia.

L'installazione è presentata così sulla pagina dedicata alla sala:

"Una serie di piccoli pannelli, che riproducono le copertine dei principali dischi di studio, possono essere scelti e posizionati su appositi tavoli multimediali, attivando una serie di proiezioni. Il visitatore potrà così "incontrare" Fabrizio, i suoi amici e collaboratori, il critico Riccardo Bertoncelli che, con i loro contributi, inquadreranno il periodo storico e il clima sociale in cui quel disco è stato prodotto, i meccanismi della scrittura e della registrazione, etc. Tutto completato da contributi video tratti da apparizioni televisive e concerti".


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